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Ieri presidio dei Progressisti: «Waterfront, sì alla riqualificazione, no agli interessi privati a scapito della collettività»

L’opposizione: «Privatizzazione totale di un’area pubblica subordinandola agli interessi dei privati, seppur pagandola in gran parte con soldi pubblici». Il vice sindaco Piciocchi: «Pensano con i loro discorsi francamente dai toni snob di condannare questa Città all’irrilevanza e all’immobilismo, mentre fanno battaglie di retroguardia e difendono anacronismi insostenibili e rendite di posizione, mentre si arroccano su posizioni sconfitte dalla storia»

Si è svolto ieri mattina l’annunciato presidio, promosso da tutte le forze della coalizione progressista, per coinvolgere la cittadinanza sui nuovi sviluppi del progetto Waterfront. «La riqualificazione dell’area fiera è un aspetto positivo che deve portare benefici a tutta l’area urbana, alla cittadinanza genovese e allo sviluppo sociale ed economico locale – fanno sapere i gruppi consiliari della coalizione progressista, Partito Democratico, Genova Civica – Ariel Dello Strologo. Lista RossoVerde
e Movimento 5 Stelle -. Le ultime notizie emerse dimostrano, invece, che i parametri sui quali questa operazione è stata impostata sono in contrasto con gli obiettivi sopra esposti: si procederà infatti alla privatizzazione totale di un’area pubblica subordinandola agli interessi dei privati, seppur pagandola in gran parte con soldi pubblici, all’incremento esponenziale di un’area commerciale di cui Genova non sente ulteriore bisogno e che penalizzerà notevolmente il tessuto commerciale esistente già in difficoltà dopo gli anni di Covid; alla mancata funzione dominante sportiva e di intrattenimento che avrebbe dovuto essere il vero traino dell’operazione urbanistica offrendo ai genovesi la possibilità di assistere ad eventi sportivi e concerti di livello nazionale e internazionale che da troppo tempo mancano alla città; all’abolizione dello studentato previsto a progetto, che avrebbe portato rinnovamento demografico e opportunità di crescita per la nostra università e per i giovani con meno opportunità economiche».

Questi e altri motivi hanno portato l’opposizione a «chiedere un confronto aperto con l’attuale giunta per rivedere in spirito costruttivo un progetto che può e deve essere di beneficio per tutti anche in vista della realizzazione del parco pubblico di Piazzale Kennedy, di cui a oggi non si conoscono i dettagli» proseguono i progressisti. La grande partecipazione della cittadinanza ad ascoltare le ragioni sopra esposte dalla coalizione progressiste attraverso le parole di Camilla Ponzano (candidata della coalizione di centro sinistra alla presidenza del Municipio Medio Levante, ora vice presidente al Consiglio del Municipio 8), Chiara Barbieri (Consigliera municipio Medio Levante per Genova Civica – Ariel Dello Strologo), Alessio Ciaravino (Consigliere Municipio medio Levante per Linea Condivisa – Lista RossoVerde), Francesca Coppola (Consigliera Municipio Centro Est per Lista RossoVerde), Serena Settembrini (Sinistra Universitaria, Genova), Pietro Sapori (Segretario Giovani Democratici di Genova), Alberto Pandolfo (Consigliere Comunale Partito Democratico) e Simone D’Angelo (Capogruppo Pd Consiglio Comunale e Segretario PD di Genova) «denota che un confronto aperto fra la politica e i genovesi non è più rimandabile».

«Leggo che l’opposizione ha deciso di organizzare un presidio di protesta contro il Waterfront, contro la – secondo loro – “supermercatizzazione dell’ex Fiera di Genova” (che poi qualcuno dovrebbe spiegargli che lì c’è ancora la Fiera di Genova – forse non se ne sono accorti – e che uno dei fini del progetto è proprio quello di esaltarne la funzione e la straordinaria potenzialità) – aveva scritto sulla sua pagina Facebook il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi -. Dicono che hanno “tante ottime proposte per rivitalizzare l’area”. Peccato le tirino fuori solo adesso perché quando hanno governato loro avevano trasformato questo luogo così di pregio nell’emblema del declino di Genova, collocandovi un centro di accoglienza per migranti, rischiando di perdere il Salone Nautico, portando quasi al fallimento la Fiera di Genova, lasciando un Palasport completamente inagibile e – non ancora soddisfatti – un colossale buco di bilancio, con tutta l’area ipotecata e con il rischio concreto che fosse venduta all’asta dalle banche, buco che la Giunta Bucci è riuscita a risanare (andatevi a leggere la delibera della Corte dei Conti del 2018 che bene descrive la loro azione sul Waterfront o Blueprint, come allora lo avevano chiamato, e tutti i guasti che ci hanno lasciato in eredità). Come si può manifestare contro il Waterfront? Come si può avere una visione così limitata, gretta e provinciale? Come si può negare che il Waterfront è una vastissima operazione di rigenerazione urbana della Città in linea con quello che accade nelle più importanti città del mondo? Come si può pensare di arretrare davanti ad un progetto che è stato interamente ideato, concepito e disegnato da un certo Renzo Piano fin nei minimi dettagli, nuovo Palasport compreso?…un luogo dove si misura l’eccellenza dell’architettura, chiamato a diventare un potente attrattore e a fare parlare di Genova nel mondo! Come si può contestare un progetto che porterà ad oltre mille nuovi posti di lavoro nella Città?… Un luogo di vita, di giovani, di sport, di tempo libero, di nautica, di commercio, di lavoro, di eventi, di rispetto dell’ambiente, di incubatori d’impresa, ecc…una grande armonia di funzioni diverse. Come è possibile tutto questo? Certo, tutto è migliorabile e ben venga ogni buon consiglio, ma mentre loro – che si credono tanto superiori – cianciano e pensano con i loro discorsi francamente dai toni snob di condannare questa Città all’irrilevanza e all’immobilismo, mentre fanno battaglie di retroguardia e difendono anacronismi insostenibili e rendite di posizione, mentre si arroccano su posizioni sconfitte dalla storia, noi andiamo avanti con sempre maggiore passione, costruiamo dove loro hanno miseramente fallito, creiamo luoghi e opportunità, accogliamo grandi sfide, portiamo la Città ad essere protagonista nel futuro. Basta affacciarsi da Corso Aurelio Saffi e vedere questo meraviglioso cantiere che è un messaggio di grande fiducia per la nostra Città… e io ringrazio tutti coloro che stanno dando il massimo per fare un’opera che sarà veramente bella e che porterà tanta buona reputazione e diventerà volano di sviluppo per tutta Genova. Più protestano, più levano in alto il loro no e più mi fanno sentire orgoglioso di battermi e di spendermi ogni giorno perché questo sogno diventi realtà».

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